Archivio dell'autore: Rita

La pagina bianca..4 anni dopo.

Esiste un bisogno, ci sono fame e sete nella scrittura. Fame di immagini, sete di sfumature e suoni.
C’è una frenesia intrinseca nella scrittura. Una voce che grida nel buio che vuole farsi ascoltare, capire.
Scrivere non è divertente, se sei onesto. Se sei sincero e se scrivi per te stesso e non per ricercare un vano riconoscimento, ti fa male e hai paura. E’ come spogliarsi e mettersi nudi davanti a qualcuno che consci abbastanza per provare imbarazzo, ma non troppo da sentirti a tuo agio.

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Amici…

friends

 

Sì, per un po’, appunto. Poi quando passa “TROPPO” tempo e il dolore diventa un attaccamento e una scusa per fare o dire le cose peggiori, i veri amici hanno il dovere di dare un bel calcio nel sedere e dirvi “BASTA”.
Basta piangersi addosso, basta recriminare, basta trovare scuse, basta.
Tutti soffrono. Tutti nella vita hanno provato grandi e piccoli dolori. Tutti sono stati ammalati, amati, abbandonati, traditi, derubati di qualcosa che pensavamo di meritare e tutti, almeno una volta, abbiamo ricevuto offese immeritate e vissuto ingiustizie.
La vita fa schifo? NO. La vita semplicemente va avanti. MA E’ BELLISSIMA.
Ad un certo punto si deve decidere se restare indietro a piangere, rosicare, a vendicarvi quando oramai la vendetta non è solo fredda, ma si è decomposta e se ne è andata da sola… perchè si vergognava anche per voi…
…se rimanere bambini per sempre, ma nel senso peggiore del termine, a fare i capricci e a fare gli stronzi per far pagare al mondo le vostre pene…

…oppure crescere, diventare grandi e scoprire che non solo il mondo NON gira intorno a voi, ma che cercando di cambiare e diventare responsabili, gentili, generosi e rispettosi degli altri, perdonando e dimenticando e dando al passato il giusto valore di esperienza e basta, si vive molto meglio.
A voi la scelta.
Io cercherò di esserci sempre, cercherò di essere pronta a aiutare e se io non ne avrò le capacità cercherò per voi un professionista che possa farlo, e vi porterò a Tempio per le ferite dell’anima e per far emergere la vostra bontà innata, ma per favore, non mettetemi nella condizione di dovervi prendere a calcioni figurati, perché vi dico una verità:
a sgridare chi si ama per amore, si soffre più che a essere sgridati in modo ingiusto.

Poi, come sempre, liberi di far ciò che vi pare.


YouTube and Rubberbands

Meraviglia!

YarnJourney

I have a YouTube Channel.

Time flies while looming rubber bands together into bracelets. Also while learning how to make videos and uploading to YouTube using a slow dsl internet connection. I have been slow to change to the new cable internet and still don’t have a smart phone. I have been procrastinating, worried about the cost.  Now may be the time to update.  My family is very eager for me to do so.

Here are a few of the bracelets that I have been working on. I see so many more possibilities. It takes quite a few tries to get things to work out. I love the process of discovery that these little bands offer.

Here are photos of the Ruffle Bracelets. Two with flowers in-between the ruffles.

Layered-Ruffles-Bracelets

Ruffles-and-Roses-Bracelet

Ruffles-and-Water-Lilies-Bracelet

These bracelets feature more daisy type charms.

Tie-Dyed-Flower-Bracelets

Flower-Charm-Bracelet

This bracelet has little bees. The rubber bands loop to form tiny eyes and a…

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La mia fiaba preferita di sempre.

La Casa Nella Foresta

 

Per capire chi sono, come sono stata educata, cosa sognavo e cosa credo sia importante…


Fantasy story…appunti…

Shi'nayne Aurien No'quar

Shi’nayne camminava in fretta con passi lunghi e regolari, brontolando tra sé: “La Signora desidera vederti: ora! Richiede la tua presenza al Tempio, subito. Corri, Shi, salta Shi…sorridi Shi…!”..’come se fossi una sua proprietà, da comandare come un lupo domestico…’… Arrivata davanti all’ingresso della grotta artificiale, prese fiato, lisciò la gonna e provò a nascondere il seno procace nella scollatura, con scarsi risultati. Sembrava in tutto e per tutto un elfa, ma troppo luminosa per essere Dunmer, troppo elegante e con lineamenti troppo raffinati e pallidi per essere una Bosmer e che quindi, troppo spesso per essere nei territori della Fazione Ebonheart, veniva scambiata per una Altmer minuta e sfuggente, ma dalla bellezza comunque esotica e fin troppo appariscente. Quel giorno i lunghi capelli candidi che avevano i riflessi della luna argentata erano raccolti in una crocchia morbida, mentre gli occhi del colore del ghiaccio, ma impreziositi da mille pagliuzze dorate erano come sempre truccati in modo pesante, quasi volgare. Il vestito di foggia Argoniana era composto da una fascia che le copriva il seno stringendolo ed evidenziandone curve e morbidezza, lasciando le spalle, le braccia ed il ventre piatto completamente nudi, salvo che per i nastri di cuoio lavorato e stoffa che lo collegavano ad una gonna lunga ed ampia ed ad una sopragonna leggera di cuoio che faceva sì con la sua pesantezza, che la gonna cadesse in modo da evidenziare la forma dei fianchi prima di aprirsi morbida fino ai piedi. Era uno dei vestiti più sobri che avesse, alla fine viveva da quando aveva 4 anni in una taverna, la Fiasca d’Ebano che nella capitale di Stonefalls, Ebonheart, era famosa per essere una casa di piacere e poi, la giovane non aveva mai avuto pudore per la nudità, anzi amava imbarazzare e scandalizzare gli uomini, ma talvolta anche le donne, con i suoi atteggiamenti provocatori. Una voce perentoria la scosse dai suoi pensieri facendole ricordare di essere ancora lì, in piedi, davanti all’ingresso della grotta artificiale che era il Tempio dove sua madre pregava, celebrava rituali, architettava e intesseva le sue trame per il Principe della dissolutezza e del peccato, l’astuto e ironico Sanguine. “Entra, svelta, la Signora è spazientita dal tuo ritardo e stavo venendo a cercarti!” le disse una delle sacerdotesse al servizio di Sanguine che era appena uscita di corsa dalla grotta. Shi’nanyne sospirò e poi finalmente si scosse dal torpore ed entrò nella grotta. […] “…quindi, bambina, è fondamentale che tu comprenda l’importanza di questa missione e che tu sia consapevole di quanta fiducia io stia dando …a TE. Anzi di quanta fiducia il nostro Principe e Signore stia dando a..TE. Lo capisci? Te ne rendi conto?” Il sorriso ammaliatore di quella donna era fra i più magnetici, suadenti e falsi che Shi’ avesse mai visto, ma di certo quella parvenza di gentilezza non era riuscita a nascondere il disprezzo e la bassa considerazione che la donna aveva di lei. “…a TE, mhpf, come se fossi una schiava, una sguattera delle sue cucine.” pensò la giovane elfa osservando la Dunmer davanti a lei mentre annuiva vigorosamente per farla contenta. “Sì, madre, lo comprendo e vi ringrazio.” sorrise di rimando Shi’nanyne, sottolineando la parola madre con quanta più dolcezza possibile. L’effetto era sempre divertente, quella semplice parolina riusciva ogni volta a regalarle attimi di impagabile divertimento. Il volto della sacerdotessa Dunmer si contorse in un misto tra disgusto, rabbia, alterigia e nei suoi occhi apparve quella scintilla omicida che la giovane conosceva bene. Durò solo per un attimo, per un respiro, per un battito d’ali, ma le fu sufficiente per riguadagnare un poco di serenità e per poter sorridere di nuovo, stavolta con soddisfazione e divertimento sinceri. “Non chiamarmi MAI più, così, bambina.” disse Salima abbassando minacciosamente il tono di voce che si ridusse quasi ad un sussurro minaccioso, simile al sibilo di un serpente pronto a sferrare un attacco micidiale. “MAI PIU’. Ti ho lasciato portare il mio nome solo per permetterti di avere accesso alla scuola Arcana e per farti sviluppare quella predispozione naturale alla magia che ti scorre nelle vene, essendo frutto del mio ventre ed avendo il mio sangue. Avrei dovuto ucciderti alla nascita, ma il nostro Principe, al quale non manca lo humor, ha visto qualcosa in te, un’utilità che gli dava un incredibile piacere. Solo per questo il tuo nome è Shi’nayne Aurien No’quar, non dimenticarlo mai e non dimenticare che porti quell’ametista che ti collega a me al collo solo grazie a Sanguine. Ricorda quale sia il tuo posto, bambina, e usa la tua intelligenza per servirlo, come hai già fatto piuttosto bene con la tua bellezza accecante ed il tuo bel corpicino voluttuoso. Ora va, va da lui, chiedigli aiuto per arruolare gli uomini e le donne che ti serviranno per portare a termine la ricerca e non tornare da me sino a che non l’avrai completata. Sul tavolo troverai dell’oro, una mia lettera e alcune mappe che agevoleranno il viaggio. Con l’ametista che indossi potrai preparare il rito di comunicazione per aggiornarmi sui progressi, ma non osare disturbarmi per nulla e impara ad arrangiarti, il resto dovrai procurartelo da sola. La missione è importante, ma io non faccio beneficenza, specie a te. Ora va e torna solo SE sarai viva e SE l’avrai trovata.” Selima, la grande sacerdotessa di Sanguine, fissò per un momento che sembrava interminabile la giovane elfa davanti a lei e poi si voltò addentrandosi nelle stanze del tempio scavato nella roccia. Shi’nanye dopo qualche minuto di tensione, quando fu certa che la madre fosse oramai troppo lontana per sentirla, scoppiò in una fragorosa risata che sembrava interminabile. Libera! Era libera! Poteva finalmente vedere il mondo, usare la sua magia come e quando voleva e bere e mangiare e giacere con tutti gli uomini e le donne che le sarebbero piaciuti, senza doverlo fare per ottenere informazioni o favori per Salima e per Sanguine. Il giogo di quella vipera si era allentato e Shi’nayne non si sentiva così felice da…da sempre. Naturalmente avrebbe seguito le sue istruzioni, naturalmente avrebbe intrapreso la ricerca, ma finalmente era libera. […] *toc toc* “Avanti!” Shi’nayne entrò nella stanza dove il guerriero attendeva in silenzio. Pur avendo la pelle d’alabastro dai riflessi grigi argentei, con una pigmentazione rara ma possibile nella sua razza, ed i capelli bianchi con gli stessi riflessi della luna invece tipici di molti elfi oscuri, il volto era più rotondo, voluttuoso, morbido, indicando il suo sangue misto. La veste che indossava era attillata e lasciava poco all’immaginazione, mostrando le curve, segnando la vita sottile ed i fianchi morbidi e il seno generoso. Sì, osservandola con attenzione era chiaro che fosse una mezzo sangue. I lineamenti e quegli occhi del colore dei cristalli di ghiaccio trafitti dai raggi del sole, le labbra morbide e carnose e l’eleganza dell’insieme potevano addirittura farla assomigliare ad una Altmer, o ad una Bosmer di incredibile bellezza. Ma lei non lo era e, più di una volta, quella bellezza elfica le aveva creato problemi, ma non quel giorno. Arrivata davanti all’alto uomo del Nord si alzò in punta di piedi e gli sfiorò le labbra con un bacio poi iniziò lentamente a spogliarsi ed a parlare, fissandolo intensamente negli occhi. “La mia signora richiede ancora una volta i tuoi servigi, Artad.” disse con voce sensuale. “Salima desidera radunare un manipolo di mercenari versatili e preparati, che possano partire presto. Il gruppo non dovrà essere troppo grande, al massimo un piccolo manipolo di cinque, otto persone e dovranno essere pronti a mettersi in viaggio in fretta. La ricerca potrebbe richiedere dei mesi, forse anni. Come sempre si potrebbero arruolare novellini da svezzare, oppure potremo..” – disse sottolineando il plurale e quindi lasciando casualmente intuire che lei stessa avrebbe partecipato alla spedizione – “..potremo avvalerci di esperti combattenti, basta che la servano bene e che portino a termine la missione, in un modo o nell’altro. Se sopravvivranno, o meglio, chi tornerà vivo dopo aver trovato quello che Salima cerca, riceverà una lauta ricompensa, ma abbiamo oro anche per il viaggio.” Così dicendo, prese una mappa ed una lettera dalla tasca dell’abito e poi slegò l’ultimo laccio lasciandolo scivolare a terra, rimanendo nuda e bellissima davanti all’imponente umano. Era bella da togliere il fiato. La scena sembrava quasi un rituale che si era già ripetuto molte altre volte. Sorridendo maliziosa Shi’nayne si voltò e, camminando con eleganza ferina prese una pesca dal cesto sul tavolo e si sedette sul letto sfatto, a gambe incrociate, aprendo con una mano la mappa davanti e sé e al contempo dando un morso al frutto che sgocciolò del sugo sul mento e sul seno. No, non era poi così elegante come la sua bellezza elfica potesse far credere. SCHEDA PERSONAGGIO: Shi’nayne Aurien No’quar Figlia illegittima di Salima Ananya No’quar, proprietaria del bordello taverna di Ebonheart, la Fiasca d’Ebano, gestita da Fedrasa Andrethi sua adepta e pupilla, Salima è in realtà prima Sacerdotessa di Sanguine. Il padre è _____, fiero guerriero del Nord, amante di una notte. Età apparente: 25 anni, elfa nel pieno del suo fulgore e non più adolescente. Età reale: 17 anni compiuti durante l’equinozio di primavera. Il suo passaggio all’età adulta è avvenuto, secondo lei, quando all’età di 13 anni accolse il primo uomo nel suo letto per i festeggiamenti del solstizio d’Inverno durante i quali gli Uomini del Nord festeggiano Kyne dea della Tempesta, detta anche Kynareth, che loro chiamano Madre degli Uomini, e che onorano facendo gare di combattimento e di forza, bevendo e mangiando e indulgendo nella promiscuità come fosse una grande Beltane, sempre per compiacere quella che viene considerata la Dea dei guerrieri per eccellenza. Carattere: Nonostante l’influenza della madre e l’ambiente nel quale è vissuta, Shi’nayne è una vera figlia di Sanguine, allegra, ironica, pronta alla battuta ed allo scherzo, anche crudele, capace di trarre piacere da qualsiasi situazione ma ben poco “oscura e perversa”. Cresciuta nella depravazione di un luogo di piacere, ma anche alla luce della verità che gli uomini e le donne mostrano di sé stessi solo quando si lasciano totalmente andare, Shi’nayne pur sapendo mentire con grande maestria ed avendo doti da attrice esperta, caratterialmente è sincera, schietta sino all’estremo, diretta e spesso ben poco raffinata, per essere una femmina all’apparenza tanto elegante e misteriosa. Adora usare la propria bellezza a suo vantaggio ed è brava a manipolare uomini e donne deboli, usando fascino e sensualità, ma al contempo, essendo sempre vissuta tra taverna e casa di piacere e scuola dei Maghi, in un certo qual modo protetta dal mondo esterno e dall’odio razziale e dalla guerra tra le fazioni, è anche ingenua e poco sa del mondo esterno se non quello che ha letto nei libri nelle ore di studio. Quindi, anche se conosce la storia e gli avvenimenti delle terre di Tamriel, anche se sulla carta sa che il suo aspetto così simile a quello di una Altmer potrebbe scatenare furie omicide in alcuni individui, lei non ha mai vissuto qualcosa di simile. Lei fino ad ora è stata l’attrazione esotica della casa di piacere e per giacere con lei si devono sborsare diecine di migliaia di monete d’oro, o fornire altri servigi di dubbia natura come spionaggio o fornitura di materiali rari o preziosi di contrabbando, senza contare che, almeno in questo, la madre le ha sempre dato diritto di scelta e non l’ha mai obbligata ad intrattenersi con qualcuno che a Shi’ non piacesse almeno in parte. Il suo motto è: “Puoi dare piacere solo se provi piacere” Quindi l’elfa così altera, bella in modo micidiale e sensuale, quasi inavvicinabile, era in realtà una ragazza giovane, ingenua ed inesperta priva di qualsiasi esperienza diretta del mondo vero. Abilità, curiosità e stranezze: Molto capace nelle arti magiche, ha svolto il suo apprendistato nelle scuole di Magia di Stonefall, viaggiando sempre da palazzo a palazzo tramite portali e mai per le strade. Per rilassarsi ama cucinare e la taverna dove lavorava con la madre è famosa per la bontà del cibo e per birra e sidro di sua produzione. Le sarebbe piaciuto studiare l’alchimia, ma ha sempre avuto poco tempo, la madre voleva diventasse una maga potente piuttosto che una semplice studiosa, quindi in mancanza di meglio, la cucina le era sembrata la cosa più simile nella quale impegnarsi. Ama i bei vestiti, i gioielli costosi, la bellezza e l’eleganza in generale, ma non sa cucire nemmeno un bottone né rammendare una toppa. Detesta essere sporca ed è abituata a farsi un lungo bagno profumato ogni sera. Fondamentalmente pigra, pur essendo dotata dell’agilità e della resistenza fisica dei Dunmer e della gente del Nord, detesta la fatica, preferisce viaggiare a cavallo e non è assolutamente abituata a dormire all’addiaccio. Non ha mai saltato un pasto in tutta la sua vita. Regge incredibilmente bene l’alcool e non ha mai fatto uso di droghe, nonostante Hist e Zucchero Lunare fossero doni comuni lasciati dai ricchi che giacevano con lei e che fossero sempre di un livello di purezza e di una qualità superiori. A Shi’nayne non serviva sballarsi, sapeva dare, ricevere e darsi piacere in mille modi e quello secondo lei era meglio di mille droghe delle quali aveva un po’ paura, infatti detesta perdere il controllo della propria mente o del proprio corpo. In compenso sangue, ustioni e ferite in generale non le fanno alcuna impressione, perché capitava spesso che qualche ubriaco innescasse una rissa o che qualche cliente tentasse con lei approcci troppo insistenti e non graditi, e lei sapeva esattamente come ustionare i malcapitati con un fulmine o una fiamma o anche solo colpirli in testa, a mali estremi, con il suo bastone imbevuto di magia arcana. Ha una passione per i ragni ma odia i pipistrelli in modo viscerale. Da che ne ha memoria, non ricorda di aver mai gridato in vita sua se non e solo al culmine del piacere. Se trova un libro che non ha letto non riesce a resistere alla tentazione di raccoglierlo, acquistarlo o, se necessario, rubarlo pur di leggerne il contenuto e questo l’ha messa in guai seri più di una volta. Ha la mania di annotare su un diario che ha sempre in tasca, tutti i giorni, le sensazioni e gli avvenimenti della giornata. Il diario è protetto da una magia che ne impedisce la lettura a chi non conosca la parola d’ordine e che causa brutte ustioni al malcapitato che ci provi comunque. Però, sino ad oggi, ha sempre scritto la sera, chiusa tra le quattro pareti della sua stanza, al riparo da occhi indiscreti. 

 

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Riso Shirataki di ZenPasta…ricettina:)

Oggi ho fatto un sugo con soffritto (carota, cipolla e sedano) fatti stufare e non soffriggere con pochissimo evo, poi ho buttato la salsiccia a pezzettini (luganega dolce c.a. 300 gr. c.a. 1000 kcal) privata del budello (la più magra che ho trovato). Ho lasciato rosolare a lungo fino a completa cottura poi ho sfumato con vino rosso. Mentre il vino rosso sfumava e caramellava la carne ho tagliato 400 gr. di zucca (25 kcal x 100 gr=100 kcal) a cubetti piccoli e li ho buttati nella pentola insieme alla salsiccia. Ho fatto rosolare a lungo poi dopo 15 minuti ho aggiustato di sale, peperoncino in polvere ed ho versato una latta di Mutti Ciliegini e del Triplo concentrato allungando un pochino con acqua ed ho lasciato cuocere come fosse un ragù.
Nel frattempo ho portato ad ebollizione 1,5 lt di acqua naturale minerale salata e poi vi ho buttato una confezione di Risino Shirataki

https://www.zen-pasta.com/prodotti/risino-di-shirataki.html

da 400 gr (38 kcal per 100 gr, reidratati quindi 38 x 4,5 per 1/4 di conf, reidratati che fanno c.a. 160 kcal (ma riempiono troppissimo) ed ho lasciato cuocere spegnendo il fuoco per 12-15 minuti fino ad idratazione completa.
Poi lo ho scolato e risciacquato bene e nel frattempo ho fatto tirare il sugo. Poi ho mischiato tutto e saltato…
ho spolverato con poco parmigiano e…wow la consistenza è stupenda e rende 4 volte il peso quindi ovviamente me ne avanza parecchio. Io che muoio di fame ci mangio 4 volte, una persona normale anche 6.
Buonooooo!!! In tutto con la salsiccia, l’evo e il soffritto avrò ingerito sì e no 550 kcal rimanendo larghi ed ho davvero mangiato TROPPO. Stò boccheggiando!!!
Ma soprattutto, non ho assunto nessun tipo di zucchero, nessun carboidrato, no glutine (la salsiccia era gluten-free) e sono piena come se avessi mangiato 500 gr di spaghetti ed il dolce:P ((sìsì ho esagerato loool)).
Calcolando che nel resto della giornata ho mangiato gluten-free ingerendo carboidrati e proteine per circa 900 kcal (e sono in una giornata nella quale ho sgarrato come fosse Natale…), sono a meno di 1500 kcal su un fabbisogno medio di 1900 kcal.
Questo vuole dire che quando di solito assumo circa 500 gr di verdura, 100 gr di carboidrati semplici o legumi, 150-200 gr di proteine magre, 2 cucchiaini di evo, 2 yogurt magri e/o della frutta, assumerò 1100-1200 kcal aggiungendo 100 gr di shirataki per aumentare il senso di fame.

 

Il prodotto citato nella ricetta è reperibile qui insieme a tutte le informazioni.


“Ve cianno mai mannato..a quer paese?”

venerdì 10 gennaio 2014

02:11

Dagli otto ai trent’anni circa ricordo di aver letto come una matta. Tutte le vite dei Santi, Antico e Nuovo Testamento, Vangeli, il Corano (ahimè l’ho letto a otto anni e devo ammettere di ricordare poco davvero, ma ricordo che la prima volta che alle elementari scissi “ahimè” in un tema, la maestra pensò che non fosse normale e che i miei genitori fossero troppo severi). Ho avuto la fase reincarnazione, vita oltre la vita, regressione ipnotica negli anni ’80, letture leggere (ironico, anche se alcune erano stupide davvero), alle quali affiancavo filosofia, storia e psicologia. Ovviamente ho letto tutti i grandi classici tranne forse alcuni scrittori Russi che mancano ancora all’appello ma non mi rammarico della loro assenza. I classici li ho letti nelle edizioni degli anni 60-70 e ottanta che già avevamo in casa, imparando così ad amare la bella scrittura, una prosa corretta sia per un utilizzo appropriato dei termini che permettevano di creare le giuste atmosfere e sensazioni, ma anche per la grammatica e la sintassi, arrivando persino a studiare da giovanissima, etimologia e linguistica, grazie ad una insegnante meravigliosa. Ci sono stati libri e romanzi leggeri leggeri, (Danielle Steel nun te temo!),  quelli erotici ed anche quelli illeggibili e pure i mattoni, belli,  ma faticosi come una maratona a NY senza allenamento. Ho imparato a leggere da sola, quando avevo 4 anni, quello lo ricordo bene. Dai 4 agli otto anni però i ricordi si fanno confusi e per quanto gia leggessi romanzi e racconti ho memoria solo di aver letto tanti, tanti, tanti fumetti. In fin dei conti mio papà é un fumettista, che altro avrei potuto leggere?

Ho scritto la mia prima fiaba all’età di undici anni (“L’omino invisibile”, chissà se la mamma lo conserva ancora insieme alle mie pagelle ed ai miei disegni? Il fatto che io ne ricordi ancora il titolo potrebbe essere uno dei primi sintomi di Alzheimer) ed a dodici alla domanda: cosa vuoi fare da grande? ricordo di aver risposto “la giornalista”. Purtroppo quel sogno non si é potuto avverare, ma le parole ho continuato ad amarle mossa da un rispetto e  da una passione profondi e viscerali.

Ero una snob intellettuale, dotata di una mente veloce e brillante, e per questo e molte altre ragioni, convinta di sapere tutto ed in parte era anche vero.

Poi, per mia grande fortuna, ho perso buona parte della memoria, che sto riacquistando solo adesso, lentamente, ed ho scoperto di aver commesso un errore tragico ma molto comune nelle persone che hanno un certo livello culturale: avevo fondato  le mie sicurezze su ciò che sapevo e non su quello che io ero.

É stato davvero doloroso e solo adesso posso dire grazie a quella sofferenza. Così, se vi capitasse di parlare con me in questa nuova fase della mia vita, potrei sembravi molto meno “intellettualmente snob e creativa”, ma certamente più simpatica e semplice, sia nei pensieri che nelle azioni oppure solo una stronza come tante altre.

Quello che sapete o che avete studiato non definisce chi voi siate e soprattutto non vi rende migliori degli altri. Sapeste quanti professoroni e pluri-laureati ho conosciuto che avevano letto ((e capito)) un millesimo di quel che avevo letto io, ma che si nascondevano dietro ad un pezzo di carta. Quanta gente sapientona in pochissimi campi ho avuto la sfortuna di incontrare, specie sul lavoro, che era di solito estremamente confusa in tutto il resto perché si affannavano  a voler sapere “di tutto un po’” pur di non fare brutta figura e di non doversi mai trovare a dire “uh non so di cosa tu stia parlando, ma sembra interessante, ti va di insegnarmi?” Ah, vade retro, non sia mai, questi personaggi tristi sono solitamente riconoscibili per i finti caratteri esuberanti ed “artistici”, per la superficialità sia intellettuale che dell’anima e perché dotati di  una arroganza senza pari che sfoggiano senza alcun pudore. Ovviamente l’umiltà e la capacità di ascoltare davvero non sanno cosa siano.

Se solo capissero quanto ci sia da imparare da tutto e da tutti, che siano laureati o che abbiano la terza elementare o che siano addirittura bambini, vivrebbero per sempre felici.

Invece no. Sono sempre insoddisfatti, di solito si lamentano anche parlando da soli, sbuffano e sembra sempre che portino sulle proprie spalle tutto il peso del mondo e se ti chiedono una opinione, state certi che lo faranno per cercare una lode, perché essendo insicuri e permalosi, non sono assolutamente in grado, psicologicamente ed emotivamente, di gestire una qualsivoglia critica costruttiva, figuratevi se la la critica arrivasse dura e spietata.

Avete mai notato come le persone semplici siano spesso le più sorridenti e gioviali? Proprio come i bambini. La cosa più triste é che spesso questi individui nascono con potenzialità incredibili e in un ambiente agiato, nel quale potrebbero svilupparle senza alcuna difficoltà. Purtroppo però il più delle volte sono anche viziati e ineducati. Sí, certe qualità e certi valori o te li insegnano o li impari a suon di schiaffoni e di calci in culo. Ops. Pardon, intendevo deretano.

Insomma, persone tanto tristi, insicure, insoddisfatte che come unico scopo nella vita hanno quello di far sentire inadeguati gli altri pur di non riconoscere ed ammettere di avere un problema e che di solito idolatrano esseri ancora più insicuri ed ignoranti nell’anima di quanto lo siano già loro, se mai fosse possibile.

 

Ora vorrei lasciarvi , dopo questo sproloquio, (*vede gente fare la ola*) con una amletica domanda: ma voi signori e signore che “so tutto io e figurati se tu puoi insegnarmi qualcosa piuttosto vado su Google e imparo due o tre frasi così capisci che so e non me ne parli più”, andare da uno bravo no???…oppure se preferite andate semplicemente a quel paese, sapeste quanta gente che c’é stata (cit.)!

 

 

 

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